Ancora senza colpevoli, le morti misteriose dei due fotoreporters assassinati a Roma tre anni fa

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A distanza di tre anni dai fatti, ancora senza colpevoli la morte di Daniele Lo Presti e Danilo Cerreti, i due fotogiornalisti uccisi a Roma da persone delle quali la magistratura non è ancora riuscita a scoprire le identità.

 

Se per Daniele Lo Presti, che sia stato un omicidio è più che evidente, visto che è stato ucciso volontariamente a colpi di pistola, per Danilo Cerreti, invece, l’ipotesi dell’omicidio è balenata nella mente di molti suoi amici e conoscenti, ma i magistrati non ne hanno mai fatta menzione, nonostante la sua morte sia piena di misteri che lasciano spazio anche a questa preoccupante ipotesi.

 

Danilo, infatti, ha trovato la morte a bordo del suo scooter, in un tratto di Via Cristoforo Colombo per nulla pericoloso, sembra, ed è l’ipotesi al momento maggiormente accreditata, perchè mandato fuori strada da qualcuno che, con manovra repentina, lo ha portato a schiantarsi ed a trovare la tragica ed inattesa morte.

 

Ma di quanto occorsogli, non esiste però alcuna testimonianza o ripresa video in grado di confermarlo, nonostante quel tratto di strada sia pieno zeppo di telecamere posizionate a controllo della viabilità, che, guarda caso, per quanto ci è dato sapere, in quel preciso momento non erano, caso strano, in funzione.

 

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Nell’ambiente dei fotoreporters romani, da tempo gira voce che la morte di Danilo Cerreti possa essere legata a quella di Daniele Lo Presti (che erano anche amici e si frequentavano), verificatasi circa un mese prima, perchè il loro ambito lavorativo era il medesimo ed anche perchè il loro nome era pressochè simile e, quindi, se a qualcuno fosse stato dato l’incarico di eliminare tale Daniele, avrebbe anche potuto confondersi tranquillamente con Danilo, che, tra l’altro, al momento del tragico e misterioso incidente portava il casco ed era quindi anche irriconoscibile visivamente, tanto da poter aver tratto in inganno quel qualcuno al quale era stato dato ipoteticamente l’incarico di eliminarlo con modi in grado da non far pensare all’omicidio premeditato.

 

Poi, nei giorni seguenti, accortosi di aver sbagliato il bersaglio, il killer, secondo alcune ipotesi, sarebbe passato a metodi più diretti ed avrebbe rimediato al suo errore uccidendo in modo feroce anche Daniele Lo Presti, la vera vittima predestinata.

 

A molti, probabilmente, quanto da noi e da molti altri supposto, potrebbe sembrare una trama da film giallo, ma ritengo sia giusto, visto il mestiere che facciamo, dare indicazioni a chi di dovere perchè verifichi anche se, quanto sopra ipotizzato, possa essere valido per portare avanti le indagini (in questo momento in un vicolo cieco), per assicurare alla giustizia i responsabili delle morti dei due fotoreporters e dare anche una risposta concreta alle attese dei loro familiari.

 

Di seguito, riportiamo il servizio pubblicato a suo tempo dall’Huffington Post, che ebbe ad interessarsi, insieme a tante altre testate giornalistiche ed a “Chi l’ha Visto?”, della morte di Danilo Cerreti e Daniele Lo Presti.

 

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Paparazzo ucciso a Roma con un colpo di pistola

(pubblicato su Huffington Post il 28/02/2013 alle ore12:35)

A.G.F

 

 

In morte di un paparazzo, autori di scatti a vip e micro-celebrità, alcuni amici dicono: i suoi scatti infastidivano.

 

Ma a chi faceva paura Daniele Lo Presti, 43 anni, il fotografo che collaborava con l’agenzia La Presse, trovato morto ieri a Roma, sotto Ponte Testaccio. Un colpo di pistola in testa, un proiettile entrato dalla fonte e rimasto nel cranio.

 

Il fotografo è stato ucciso nel tardo pomeriggio di ieri, intorno alle 17.40, mentre faceva jogging. Il corpo è stato ritrovato da un passante sul lungotevere Portuense, in prossimità del ponte Testaccio a Roma, città nella quale lavorava e viveva.

 

Sul posto è intervenuta la polizia che in un primo momento ha ipotizzato una caduta accidentale dal ponte, provocata da un malore. Ma quando il cadavere di LoPresti è stato portato all’istituto di medicina legale della Sapienza, i medici gli hanno trovato un foro in testa e, ancora conficcato nel cranio, un proiettile. Al momento della morte il 43enne indossava abbigliamento sportivo e, al collo, aveva la chiave di casa. Con sè non aveva, invece, documenti.

 

Sul luogo del ritrovamento, spiega la questura, sono arrivate due persone che lo hanno riconosciuto. Intorno alla mezzanotte, il medico legale ha contattato il commissariato di Roma Monteverde, competente per zona, per confermare la presenza del proiettile nel cranio.

 

“E’ chiaro che Daniele era una persona che infastidiva per il lavoro che faceva, fatto di tanti scoop e foto clamorose. L’ultimo erano le foto della cantante Rihanna a Capri. Ma lui era stato parecchio anche all’estero, dove aveva per esempio scattato delle foto a Brad Pitt con una presunta amante”. A parlare è un amico di Daniele Lo Presti, il paparazzo ucciso ieri pomeriggio a Roma.


“Daniele era amico di tutti – prosegue – anche di alcuni vip come Fiorello, con cui aveva un bel rapporto. A Roma viveva da solo e tra i fotografi veniva chiamato Johnny”.

 

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Il giallo della morte di Daniele Lo Presti segue poco più di un mese un’altra morte misteriosa: quella di Danilo Cerreti, 51 anni, fotografo collaboratore della stessa agenzia con la quale lavorava il reporter assassinato ieri a Ponte Testaccio.

 

Cerreti perse la vita il 25 gennaio, schiantandosi con il suo scooter contro uno degli archi di Porta Ardeatina a Roma. Aveva appena percorso via delle Terme di Caracalla e stava per immettersi su via Cristoforo Colombo quando, per cause ancora da accertare, il suo mezzo è uscito di strada.

 

L’incidente è avvenuto intorno alle 14 in una giornata di traffico intenso per lo sciopero dei mezzi pubblici. Dai rilievi effettuati dai vigili urbani non sarebbero risultati segni evidenti di frenata. Forse Cerreti ha effettuato una sterzata brusca nel tentativo di evitare qualcuno o qualcosa. Della vicenda si è occupata anche la trasmissione “Chi l’ha visto” alla ricerca di possibili testimoni e notizie utili a chiarire la dinamica dell’incidente.

 


Secondo la ricostruzione dei vigili urbani, Cerreti andava così veloce che nello schianto il casco si è spaccato. La Municipale non esclude che l’incidente possa essere stato causato da un altro mezzo, che però non si sarebbe fermato.