Alessandro Maiorano chiede indagine fiscale sul fidanzato della senatrice Stefania Pezzopane

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Dopo una lunga serie di vicissitudini e di scontri verbali tra il giustiziere fiorentino Alessandro Maiorano e Simone Coccia Colaiuta, fidanzato della senatrice del PD Stefania Pezzopane, al momento culminati con un rinvio a giudizio di quest’ultimo per tentativo di truffa ai danni del Maiorano, ed una nuova udienza del processo, il prossimo 5 luglio, al Tribunale di L’Aquila, si aggiunge ora una nuova pagina a questa delicata vicenda, ed a parlarcene è proprio Maiorano, che da noi contattato per avere delucidazini in merito al processo, ci ha detto:

 

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“Da anni combatto battaglie in favore della legalità, ma mai, sino ad ora, mi era capitato di dover affrontare ostacoli praticamente insormontabili come quelli da me incontrati nel cercare di portare alla luce la verità su vicende inerenti la senatrice Pezzopane ed il suo fidanzato, e la cosa è preoccupante, perchè se la politica e le Istituzioni preposte a garanzia della democrazia e della tutela dei diritti dei cittadini tentennano e molto spesso si rifiutano di fare il loro dovere, allora viene da pensare di essere in un Paese allo sbando, dove Democrazia e Giustizia sono solo vane parole utilizzate per difendere unicamente gli interessi dei privilegiati, di una certa casta, e non dei cittadini tutti”.

Parole amare, quelle di Alessandro Maiorano, che afferma ancora: “Far rinviare a giudizio Simone Coccia Colaiuta, è stata una battaglia durissima, per certi versi molto più dura di quella combattuta dal Capitano Ultimo per incastrare Toto Riina, e la cosa è ancor più preoccupante se si tiene conto che il Capitano Ultimo ingaggiava le sue battaglie in un contesto mafioso come quello siciliano, mentre io le mie battaglie le ho combattute in un fazzoletto di terra dell’Abruzzo dove un certo comportamento di rappresentanti delle Istituzioni si è rivelato cento volte più dannoso di quello degli appartenenti alle cosche”.

 

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“Il processo per tentativo di truffa che vede ora alla sbarra il fidanzato della senatrice Pezzopane”, dice ancora Maiorano “non ci sarebbe mai stato se io ed il mio avvocato Prof. Carlo Taormina non avessimo denunciato e difeso con le unghie e con i denti l’evidenza di tale odioso reato, perchè, pur essendo emerso in ambito di intercettazioni effettuate in altra vicenda giudiziaria, inerente presunti tentativi d’estorsione, il magistrato che gestiva le indagini non ha in alcun modo pensato o deciso di aprire un fascicolo o una indagine in merito, cosa che invece sarebbe stato obbligato a fare, e questo lo denunciai anche al Csm, che aprì un’indagine in merito, della quale al momento non so nulla, ma ritengo che sia stata archiviata, così come tutte o quasi tutte le denunce da me effettuate nei confronti della senatrice Pezzopane e del suo fidanzato”.

 

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“E visto che per un semplice cittadino è dura farsi rispettare da coloro che rappresentano e gestiscono le Istituzioni”, prosegue Maiorano, “visto che il Movimento 5 Stelle da me contattato si è dimostrato disinteressato a portare alla luce presunte le presunte illegalità da me denunciate alla Procura di L’Aquila, ho pensato di chiedere aiuto al senatore Arrigoni, responsabile in Abruzzo della Lega di Salvini, al quale chiederò di darmi una mano nelle mie battaglie per la legalità, anche tramite l’ausilio di interrogazioni ed interpellanze parlamentari, ed una di queste sarà finalizzata a sapere come è possibile che un semplice cittadino, o per meglio dire un povero Cristo, in Italia possa venire sottoposto ad innumerevoli accertamenti, solo sulla base di supposizioni, mentre invece il fidanzato della senatrice del PD Stefania Pezzopane, nonostante le mie segnalazioni in merito, non sia stato oggetto di verifiche fiscali, visto che non ha ufficialmente un reddito in grado di giustificare ingenti spese, ma al contempo, come ampiamente documentato sui profili Facebook dello stesso, si permette di spendere ingenti somme di denaro per viaggi, soggiorni di lusso ed acquisti di notevole entità economica ?   Perchè l’Ufficio delle Entrate e la Guardia di Finanza, nonostante le mie numerose segnalazioni in merito, non hanno fatto e non fanno nulla per accertare la provenienza del denaro utilizzato a piene mani dal Coccia Colaiuta”.

 

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“Ebbene”, prosegue Maiorano, “anche a nome di tutti i cittadini onesti che pagano regolarmente le tasse, io voglio che la verità e la giustizia realmente trionfino e che nessuno, neanche chi ora detiene un certo potere, in un prossimo futuro possa essere ritenuto un intoccabile, e la mia battaglia non avrà fine, sino a che tutto ciò possa diventare al più presto realtà”.