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L’orientamento sessuale ai tempi dei telefilm

Come la televisione sta cambiando la percezione dei generi (ma non starà esagerando?)

Un tempo era semplice. O eri uomo (e si dava per scontato i tuoi gusti andassero in direzione femminile) oppure donna (diretta verso il genere opposto).
Ovviamente la vita non era così lineare neanche allora, ma il riflesso sulla televisione seguiva principalmente quegli schemi.

Anche cinema e tv erano facilitati: uomo bacia donna e, al limite, in un eccesso di creatività: donna bacia uomo.

Baci film classici

 

Rhett a Rossella univano appassionantemente le labbra in Via col Vento, Rick baciava Ilsa in una memorabile scena di Casablanca mentre la pioggia bagnava i visi di Holly e Paul in Colazione Tiffany.
Lo stesso Spiderman baciava a testa in giù Mary Jane, non Goblin.

Tutto questo (tranne forse Spiderman) è però solo pratica antica.

L’iconico bacio dell’uomo ragno è però perfetto per descrivere il passaggio in atto. Certo, è sempre un uomo che bacia una donna, ma l’uomo è al contrario.

Qualcuno addirittura sostiene che l’uomo al contrario simboleggi la donna, ergo siamo di fronte a un bacio saffico. A noi sembra un’interpretazione un po’ ardita, ma tant’è, scegliete voi la posizione (in tutti i sensi) che preferite.

Resta che oggi, e sottolineamo fortunatamente, il mondo di cinema e tv si è accorto che la società non è esattamente tagliata con l’accetta e che tra il bianco e il nero esistono una serie infinita di sfumature di grigio o, per star meglio dietro al soggetto, un vasto arcobaleno di colori.

Gay Pride

Ad aprire le porte a questa rivoluzione furono le battaglie del movimento LGBT che portarono il mondo a conoscenza di una serie di nuovi orientamenti sessuali. Non solo la variente omosessuale, ma un ventaglio quasi infinito, che comprende anche eterosessuali con problemi. Giusto per dovere di cronaca eccovi un breve elenco:

Lesbica: una donna attratta da altre donne.

Gay: un uomo attratto da altri uomini.

Bisessuale: una persona attratta da più di un solo genere.

Transgender: atteggiamento sociale e sessuale che combina caratteristiche del genere maschile e di quello femminile, senza identificarsi in nessuno dei due

Intersex o intersessuale (qui non è semplice e ci facciamo aiutare da Wikipedia): in realtà non è un orientamento o un’identità di genere, ma un termine ombrello che comprende diverse variazioni fisiche come la sindrome parziale di insensibilità agli androgeni, la sindrome di Reifenstein, la sindrome di Lubs o altre) è un termine usato per descrivere quelle persone i cui cromosomi sessuali, i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili. Un individuo intersessuale può presentare caratteristiche anatomo-fisiologiche sia maschili sia femminili.

Agender: una persona non allineata con i concetti di “uomo” o “donna” e che quindi non si definisce in termine di genere.

Androgino: un’espressione di genere che unisce elementi di mascolinità e di femminilità.

Aromantic: persona che non prova attrazione sentimentale verso altre persone.

Asessuale: persona non sessualmente attratta da altre persone o che sceglie di non praticare alcuna attività sessuale.

Bifobi: persona che provano paura, rabbia, intolleranza e/o l’odio verso la bisessualità e le persone bisessuali.

Binario/Non-Binario: si riferisce al presupposto che esistono solo due generi: uomo e donna. Una persona non binaria è una persona che non si identifica come un uomo o una donna.

Demisessuale: una persona che ha un’attrazione sessuale solo se è presente un’attrazione romantica o comunque un forte legame emotivo.

MtF/FtM: persona che effettua la transizione da un sesso all’altro.

Omofobo: persone che provano paura o odio verso l’omosessualità (o una delle forme non binarie/eterosessuali).

Pansessuale: una persona sessualmente e/o sentimentalmente attratta da persone indipendentemente dal loro genere.

Polisessuale: una persona sessualmente e/o sentimentalmente attratta da molti generi, ma non necessariamente tutti.

Transessuale: una persona che effettua una transizione da un sesso all’altro.

…e potremmo andare avanti ancora per molto.

Diciamo che probabilmente il termine Queer è quello che li racchiude tutti. Viene utilizzato ai primordi come termine dispregiativo per poi essere adottato e rivendicato dalla comunità LGBTIQ+ per definire tutti gli individui che stanno al di fuori delle “norme” su genere e sessualità, in pratica non esistono identità e/o definizioni.

Tutto questo solo per definire la complessità di generi, orientamenti, classificazioni, definizioni, sfaccettature dell’universo che ci circonda.

Dopo questa breve carrellata torniamo ora al mondo che riguarda l’articolo. Come lento specchio della società anche Cinema e Tv si sono accorti dei cambiamenti e sono passati così dall’osteggiare, al promuovere a tutto campo le identità alternative alla classica eterosessualità.

L’intento era, ed è, ottimo: combattere ogni forma di sopruso, violenza, privazione dei diritti… nel confronti di alcuno per le proprie scelte, appartenze o vocazioni sentimentali o sessuali.

Come spesso accade con molte sacrosante battaglie però, il rischio di esagerare è sempre dietro l’angolo.

Assistiamo quindi oggi, soprattutto sulle piattaforme di streaming (Netflix in testa), ad un proliferare incontrollato di ogni tipo di categoria descritta sopra. E non sono semplici apparizioni, ma descrizioni al microscopio di rapporti completi, filmati spesso con una dovizia di primi piani e particolari da far impallidire qualsiasi rapporto eterosessuale.

Dov’è il problema, direte voi. È che ormai in ogni telefilm viene infilata a forza nella sceneggiatura una presenza appartenente all’elenco di poche righe fa. Non sono scelte naturali o sereno specchio della società in cui viviamo. Sono interventi educativi, imposti e alcune volte persino vendicativi per risarcire decenni di assenza.

Il problema è che da fuori la forzatura si vede. Pare quasi di scorgere la riunione nei piani alti della major che obbliga l’intervento. Una sceneggiatura corretta dovrebbe raccontare storie, non fare marketing. Dovrebbe essere svincolata dalle pressioni di questa o quella lobby. Dovrebbe essere libera di far apparire una, due, mille coppie omosessuali, ma anche nessuna. Quella è libertà creativa, altri sistemi, anche quelli che nascono dalle migliori intenzioni, sono solo interventi plastici.

Tutto questo, almeno secondo noi, non solo non fa bene alla (giusta) causa, ma corre il rischio di omologare artificialmente il tutto e di uccidere la spontaneità. Ormai è semplicemente una regola, e nulla uccide più il pensiero libero delle regole imposte dall’alto.

E non è solo una questione di generi.

Shane Allen, responsabile di Bbc Comedy, poco tempo fa dichiarava: “Se si presentasse oggi un gruppo comico di sei ragazzi bianchi di Oxford e Cambridge, non otterrebbe mai un programma. Non rappresentano le diverse estrazioni e la multiculturalità del Regno Unito”.

Serie tv proibite

Il mondo di oggi si sarebbe quindi perso i Monty Python. Sull’onda del politicamente corretto poi non avremmo mai visto Hazzard (una bandiera confederata?!?), Strega per amore (una donna confinata in una bottiglia?!?), anche Baywatch non sarebbe mai andato in onda (non è esattamente uno show “femminista”); per non parlare di show televisivi come Top Gear… Insomma, un elenco che potrebbe non finire mai.

L’intelligenza, la cultura e l’evoluzione sconfiggeranno gli omofobi, non le imposizioni del marketing o del finto politicamente corretto.

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